Processi cognitivi dell’apprendimento e stili di apprendimento

Il processo di apprendimento si riferisce al processo in cui si acquisiscono una serie di conoscenze e abilità dopo aver vissuto o osservato una serie di esperienze precedenti.
I processi cognitivi dell’apprendimento sono:

  • attenzione
  • percezione
  • memoria

Attenzione

L’attenzione è un insieme di processi e funzioni solitamente distinti in:

  • Attenzione selettiva: la capacità di concentrarsi sull’oggetto o il campione ristretto di stimoli che ci interessa e di elaborare in modo privilegiato le informazioni rilevanti per gli scopi che perseguiamo. L’informazione a cui si presta attenzione è elaborata in modo più efficiente e può essere utilizzata per l’accesso ad altri processi cognitivi e per guidare la scelta delle risposte. L’efficienza della selezione sembra dipendere dall’interazione di almeno due meccanismi: uno di attivazione che opera prima della selezione e uno di inibizione della risposta per l’informazione non rilevante. Prestare attenzione selettivamente a certe informazioni produce infatti il costo di non notare altri stimoli dell’ambiente potenzialmente importanti e questo fenomeno è chiamato cecità di disattenzione ed è relato alla cecità al cambiamento, cioè l’incapacità delle persone di notare cambiamenti nella scena su cui non ci si è focalizzati perché non richiesti.
  • Attenzione divisa: la capacità autoregolativa che consente di suddividere le nostre risorse attentive su più compiti contemporaneamente. La capacità umana di svolgere correttamente ed efficientemente più azioni contemporaneamente dipende dal tipo e dalla natura dei compiti, da quante risorse attentive essi richiedono e dal loro grado di automatizzazione.
  • Attenzione sostenuta: la capacità di prestare attenzione a un medesimo stimolo per un periodo prolungato. Questa funzione rende conto della variabilità nel tempo delle nostre prestazioni e presuppone la capacità di selezione e di controllo. Il mantenere l’attenzione sostenuta è influenzato da caratteristiche personali e caratteristiche dello stimolo. L’attenzione sostenuta può diminuire quando gli stimoli diventano prevedibili e immutati generando velocemente abituazione, cioè una diminuzione delle risorse attentive verso lo stimolo stesso.
  • Attenzione focalizzata
  • Attenzione soggetta a spostamento (shifting)

La ricerca suggerisce l’esistenza nell’attenzione di tre processi:

  • Un primo processo che permette l’attivazione generale del sistema di elaborazione volto a favorire l’intercettazione di cambiamenti nell’ambiente;
  • Un secondo processo che consente di orientare e focalizzare le risorse di elaborazione verso informazioni oggetto del nostro interesse;
  • Un terzo processo che si occupa della gestione delle risorse attentive.

Percezione

La percezione è quel processo attraverso il quale le informazioni raccolte dagli organi di senso sono organizzate in oggetti, eventi o situazioni e vengono elaborate in unità dotate di significato per il soggetto. Quindi la percezione è un processo costruttivo di strutturazione delle sensazioni (uditive, visive, tattili, olfattive, gustative) che ha lo scopo di formare una rappresentazione dotata di significato usando spesso tale rappresentazione per risolvere problemi che si verifica naturalmente come spostarsi nello spazio, riconoscere e afferrare oggetti.
Fondamentali funzioni del sistema percettivo sono quelle di determinare a quale stimolo sensoriale prestare attenzione e, una volta che il sistema attentivo ha operato una selezione e focalizzato su un determinato stimolo, di elaborarlo.

Memoria

La memoria può essere definita come un sistema attivo che ci permette continuamente di elaborare, conservare e recuperare informazioni della nostra esperienza quotidiana.
La memoria non è solo ciò che possiamo ricordare consciamente del passato: secondo una definizione molto più ampia, è l’insieme dei processi con cui gli eventi del passato influenzano le risposte future: il cervello interagisce con il mondo e registra le diverse esperienze attraverso meccanismi che modificano le sue successive modalità di reazione.
Sono state identificate tre principali funzioni della memoria:

  • Codifica: con l’input in ingresso il sistema si attiva per elaborare le informazioni trasformandole in un formato che potrà essere conservato in memoria e poi riconosciuto.
  • Immagazzinamento e conservazione: consiste nel mettere in memoria l’input codificato, in attesa di una sua utilizzo.
  • Recupero: l’informazione viene ritrovata dall’archivio al fine di essere utilizzata.

La struttura della memoria è molto complessa, e nella costruzione del passato, del presente e delle nostre aspettative riguardo al futuro risente in maniera significativa di fattori interni ed esterni.

(Schacter, Addis, Buckner, 2007)
  • Memoria implicita: è la memoria precoce, presente fin dalla nascita
    • Non è associata all’esperienza soggettiva interna di «stare ricordando qualcosa», né a un senso di sé o del tempo.
    • E’ implicata nella creazione di modelli mentali.
    • Comprende diverse forme di memoria: comportamentale, emozionale, percettiva e somatosensoriale.
    • I processi di registrazione non richiedono un’attenzione focalizzata.
  • Memoria esplicita: è la memoria tardiva, presente a partire dal primo anno di vita.
    • Memoria semantica: incomincia a svilupparsi durante il primo o il secondo anno di vita.
    • Memoria autobiografica: si sviluppa progressivamente dopo il secondo anno di vita.
    • È associata all’esperienza soggettiva interna di «stare ricordando qualcosa» e nel caso della memoria autobiografica a un senso di sé e del tempo.
    • I processi di registrazione richiedono una partecipazione della coscienza e un’attenzione focalizzata.

L’emergere della coscienza potrebbe essere intimamente correlato allo sviluppo della memoria; per la loro creazione, memoria e coscienza dipendono entrambe da processi integrativi a livello cerebrale.
In entrambe le forme di memoria esplicita, semantica ed episodica, i processi di registrazione sembrano richiedere un’attenzione conscia diretta e focalizzata che porta all’attivazione dell’ippocampo.
La riattivazione di ricordi espliciti spesso è influenzata da fattori legati all’ambiente interno o esterno; quando è presente una corrispondenza fra questi elementi e la rappresentazione mnemonica si parla «Ecforia»: processo che dipende dalle caratteristiche dello stimolo scatenante e dalle modalità con cui tale rappresentazione è stata immagazzinata nella memoria.
I neuroscienziati usano l’espressione «memoria di lavoro» per indicare la capacità di attenzione che fissa nella mente i dati essenziali per completare un certo compito o per risolvere un particolare problema. La corteccia prefrontale è la regione del cervello in cui ha sede la memoria di lavoro. Ma i circuiti che connettono il sistema limbico ai lobi prefrontali comportano la possibilità che i segnali di forti emozioni (ansia, collera, ecc) creino dei rumori di fondo, sabotando così la capacità del lobo prefrontale di conservare la memoria di lavoro.
Ecco perché quando siamo sconvolti diciamo che «non riusciamo a pensare»; ecco perché una continua sofferenza psicologica può causare carenze nelle capacità intellettuali degli studenti, compromettendo l’apprendimento.

Stile di apprendimento

E’ l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni.

Mariani, 2000

Caratteristici atteggiamenti affettivo-cognitivi e fisiologici che funzionano come indicatori relativamente stabili di come i discenti percepiscano l’ambiente di apprendimento, interagiscano con esso e vi reagiscono.

Keefe, 1970

Gli stimoli sono filtrati dai nostri sensi e ogni individuo ha un canale privilegiato di input delle informazioni. I canali sensoriali sono:

  • Visivo-verbale
  • Visivo-non verbale
  • Uditivo
  • Cinestesico

Stili cognitivi

Possiamo definire lo stile cognitivo come:

Modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi.

Boscolo, 1981

Gli stili cognitivi marcano le differenze individuali in relazione:

  • Al modo di percepire i fenomeni (chi enfatizza i dettagli, chi l’insieme, chi i rapporti spaziali, chi la successione, ecc);
  • Alle procedure razionali (chi procede in modo sistematico, chi per associazioni di idee, ecc.);
  • Alle modalità di memorizzare e di organizzare lo studio (chi ripete a alta voce, chi fissa nuclei significativi di un argomento, chi elabora, ecc.) degli schemi.

Bibliografia

MARIANI U., SCHIRALLI R., Intelligenza emotiva. Percorso formativo per l’intervento con gli alunni, Trento, Erickson, 2012.

MORMANDO F., Altissimo potenziale intellettivo. Strategie didattico-educative e percorsi di sviluppo dall’infanzia all’età adulta. Erikson, 2022

PECORARO M.C., Gifted. Didattica e psicopedagogia per alunni ad alto potenziale cognitivo e plusdotazione, “Stili di apprendimento, stili cognitivi”. LUMSA, 2023

SARTORI L., CINQUE M. Gifted. Conoscere e valorizzare i giovani plusdotati e di talento dentro e fuori la scuola, Roma, Edizioni Scientifiche Ma.Gi. srl, 2019

dott.ssa Vanessa Nerone

Fondatrice e autrice di Gifted Education.it, laureata in Ingegneria Gestionale presso l’Università di Roma Tor Vergata, dottoressa magistrale in Psicologia Cognitivo Comportamentale. Nel 2023 ha conseguito la specializzazione in Gifted. Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione presso l’Università LUMSA di Roma con una tesi sulla genitorialità di bambini e ragazzi plusdotati. Si occupa di didattica per la plusdotazione ed organizza corsi ed eventi formativi ed informativi per docenti e genitori sulla plusdotazione e sull'utilizzo di metodologie didattiche digitali.

Comments (2)

  • dott.ssa Vanessa Neronesays:

    25 Agosto 2025 at 14:46

    Buongiorno,
    mi scuso per il ritardo nella risposta ma non ho ricevuto notifiche del commento. Quello riportato non è un riferimento bibliografico di articoli o testi ma di materiale didattico della dott.ssa Pecoraro condiviso e utilizzato al Master della LUMSA. Saluti

  • Tiziana Gallosays:

    29 Giugno 2025 at 13:23

    Buongiorno dott.ssa, sono un’insegnate della secondaria di secondo grado. La disturbo perchè ho letto nella bibliografia il testo: PECORARO M.C., Gifted. Didattica e psicopedagogia per alunni ad alto potenziale cognitivo e plusdotazione, “Stili di apprendimento, stili cognitivi”. LUMSA, 2023; non riesco a reperirlo, può dirmi come fare?La ringrazio molto.

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